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funakoshiNel secolo XV il re di Ryu-kyu, dopo aver elevato al rango di nobili gli antichi capi locali, proibisce di portare armi. L’arte del combattimento a mano nuda praticata dalla nobiltà sembra aver avuto più che altro il senso di una manifestazione simbolica del suo rango e veniva praticata segretamente nella cerchia ristretta dove era concepita come il segno di un privilegio. L’arte cinese del combattimento ha avuto un ruolo d’importanza primaria nella formazione del karate. quando una delegazione dell’imperatore della Cina venne ventitré volte a Ryukyu, per le cerimonie di consacrazione del re, e si pensa che questa ambasceria abbia avuto un ruolo importante nella trasmissione dell’arte del combattimento. Dall’inizio del secolo XVII, alcuni abitanti di Okinawa cominciarono a recarsi in Cina per commerciare e vi restavano spesso per due anni. Questi viaggiatori, un po’ avventurieri, riportarono senza dubbio a Okinawa delle tecniche di combattimento a mani nude a loro utili. A partire dal secolo XIX queste scuole prenderanno il nome della località dove risiedevano: Shuri-te per designare la scuola di Matsumura, che si sviluppa attorno al palazzo, Tomari-te per designare un’altra scuola che si sviluppa nella città vicina Naha-te per designare la scuola dei cinesi del villaggio di Kume poi scuola Goju-ryu tradizione fedele dell’arte cinese del combattimento. Così, l’arte dei privilegiati, comincia a prendere forme diverse, adattandosi agli stili di vita di ciascuna classe sociale e questa una delle cause del carattere clandestino ed esoterico della pratica e della trasmissione del karate di una volta ed è la base delle differenze tra i vari stili e una delle cause della frammentazione del karate antico.

La storia del karate nella tradizione di Okinawa assume contorni un po’ più definiti a partire da Sokon Matsumura. il primo ad aver trasmesso un metodo sistematico e a formare molti allievi divenuti anch’essi maestri e che contribuirono alla stabilizzazione delle forme di karate e alla sua diffusione nell’isola di Okinawa. Itosu e i suoi allievi realizzeranno la grande svolta della storia del karate (che darà forma al karate moderno come lo conosciamo ai nostri giorni) introducendo nel 1901 quest’arte nell’educazione scolastica. L’importanza di questo cambiamento è considerevole, perché prima l’insegnamento del karate era una pratica individualizzata, in cui il maestro guidava uno o due allievi alla volta, mentre con l’adozione di questo nuovo sistema divenne anche una formazione di massa o di gruppo. La pedagogia di Itosu si ispira ai metodi di formazione dei soldati che il Giappone stava importando dall’Europa. A scuola un solo insegnante dirigeva numerosi allievi gridando un comando per ogni gesto da eseguire, cosa che non esisteva nell’insegnamento tradizionale del karate. A. Itosu elaborò, a partire dalle sue prime esperienze con gli scolari, dei kata destinati all’insegnamento scolastico. A partire dagli anni Venti, il karate sarà presentato come “l’arte di Okinawa” nelle isole principali del Giappone prorpio da Funakoshi ed altri maestri allievi di Itosu.

Nel 1921 il Principe Imperiale venne in visita ad Okinawa e per lui fu organizzata una dimostrazione di karate, che lo colpì molto e lo incoraggiò a diffondere 1’arte del suo paese. Così all’età di 53 anni, Funakoshi lasciò Okinawa e si stabilì a Tokyo, dove iniziò ad insegnare karate presso le università. In capo a due - tre anni, con l’appoggio degli studenti universitari che formano molti club di karate, si creò un canale di diffusione molto importante ed il numero di allievi aumentò moltiplicandosi. Lo Shotokan, lo stile che prendeva il nome dal suo pseudonimo come pittore, raggiunge presto l’Europa e G. Funakoshi, a 80 anni costituisce la Japan Karate Association (J.K.A.) con alla testa il M° Masatoshi Nakayama di cui diventeranno allievi i grandi maestri della nostra storia presente M° Shirai, Kase e altri.

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